Bambino autistico che impugna un uroboro

Bario è uno di quei bambini con un disturbo dello spettro. Anche lui è unico, come tuttosommato lo sono tutti i bambini, solo che lui è un po’ più unico degli altri. Per esempio, le sue orecchie sentono uno spettro diverso. Bario non distingue tra domanda e affermazione. Nella stessa stanza, Bario non risponde a chi lo chiama per nome, ma si sposta altrove se qualcuno, nella stanza accanto, scarta una caramella Rossana. Se la caramella è una Big Fruit, Bario non reagisce. Bario ha un’attenzione selettiva: se gli dici Bario vuoi una caramella, non risponderà e giammai ricambierà il tuo sguardo. I suoi occhi infatti indugiano in dettagli che la gente comune, quella che ha un profilo su facebook per esempio, non è in grado di cogliere. D’altraparte Bario non sa distinguere un sorriso da un’altra smorfia. Le espressioni facciali lo confondono, per questo si guarda sempre i piedi. Ma se prendi quella trottola e la fai girare, Bario la seguirà. È affascinato dalle cose che girano intorno ad un proprio asse. Dalle cose dove la fine diventa l’inizio e l’inizio è stato la fine. Bario è un collezionista di urobori elementali, i serpenti che si mordono la coda. Nel suo spettro, c’è un’estenuante estetica della ripetizione. La trottola è l’uroboro della terra.

serpente che si morde la coda

C’era questo acquario. Suo padre l’aveva portato in casa un sabato mattina. Dentro c’erano dei pesci con gli occhi storti e deformi, ma erano molto colorati ed eleganti in un certo qual modo. Dei pesci con una sorta di disturbo dello spettro anche loro. Sua madre pensava che avessero potuto fargli bene, cose tipo i grandi benefici della pet therapy che si leggono su Confidenze o Donna Moderna. Bario non degnò di uno sguardo i pesci e l’acquario fino a quando suo padre non accese l’areazione. Questa cosa che l’acqua deve essere costantemente ossigenata altrimenti le creature acquatiche muoiono. Le bolle. Le bolle che raggiungono la superficie e si annichiliscono, mentre in basso nuove ne nascono. Cosicché, a beneficio dei pesci nell’acquario, ad ogni istante il numero di bolle dovrebbe essere costante. Dovrebbe. Avete mai provato a contarle? Prima delle convulsioni, Bario stette in piedi a contare le bolle per quattordici ore. L’ouroborus dell’aria.

L’ouroboro dell’acqua. Se piove, la madre di Bario deve calare le tapparelle e accendere la luce. Le gocce di acqua che scivolano sui vetri possono distoglierlo da qualsiasi abitudine, da qualsiasi attività, simpatica e parasimpatica. A volte smette di respirare mentre conta le gocce che si infrangono sul vetro.

Al supermercato, sua madre controlla tutte le liste degli ingredienti. C’è una mamma su yahoo answers che dice che eliminando glutine e lattosio ci sarebbero dei risultati inpensabili. Tipo che dopo un mese di dieta suo figlio le disse mamma ti voglio bene. A Bario piace il latte. Ma solo dentro il bicchiere di vetro, mai nella tazza. Deve essere caldo. Un bicchiere raso. 52 secondi di microonde. 52 come le settimane dell’anno. Bario si siede sulla sua seggiola e aspetta che il bicchiere gli venga posato davanti. Leggermente sulla destra. Poi lui versa un cucchiaino pieno raso di Nescafè decaffeinato. Senza mescolare attende che si formi un gradiente bianco marrone sul fondo. Solo lui sa quando il latte è pronto per essere bevuto. In genere a quell’ora il latte è freddo. Se i secondi di micronde sono 50 o se il bicchiere è un po’ troppo a sinistra il mondo finisce. Bario può collassare se chi gli scalda il latte non cura certi dettagli. Questo è l’uroboros del fuoco. Su yahoo answers una mamma dice che è tutta colpa dei vaccini. Sua madre è fascinata dall’uroboros dell’informazione.