Archivi per autore

Ovvero merdoterapia, e del come la medicina stia per rimettercela dentro.

All'inizio c'è l'ano

L’ano si forma prima della bocca.

Prendiamola da lontano. Ma brevemente. Nell’uomo, durante le fasi iniziali dello sviluppo embrionale, la superficie sferica di un gruppetto di cellule si increspa formando una prima cavità. Da questà cavità, si formerà un buco di ciambella che poi diverrà il sistema digerente, il lungo tubo che collega la bocca con lo sfintere anale. Il tutto non comincia a svilupparsi con la bocca, ma con l’ano. Quindi, il buco del sedere ha un’importanza primaria nello sviluppo del genere umano.

Un'esemplare di deuterostoma femmina

Nei deuterostomi, lo sviluppo del culo è propedeutico allo sviluppo di altre strutture anatomiche meno complesse come il cervello.

Non di meno, il prodotto finale di questo sfintere – la merda altresì detta – ha un ruolo primario nello sviluppo dell’umanità. Inizialmente definita come uno sconveniente prodotto di scarto, in realtà la cacca possiede qualità complesse, capaci di influenzare l’economia e lo sviluppo di intere società. Non stupisce quindi come una nuova frontiera biomedica – il trapianto fecale – stia per rivoluzionare la società, la geopolitica e la narrativa thriller. Pensate per esempio al caldo dell’Africa orientale.

Il caldo dell’Africa orientale

Il fiume Serengeti scorre lento durante la stagione secca, e alcune vacche Zebù si abbeverano in un’ansa. La paura ancestrale del predatore le stimola un poco a defecare. Nel frattempo, due occhi socchiusi seguono attentamente il branco. Improvvisamente scatta l’attacco: mani abili raccolgono lo sterco ancora fumante. Un guerriero Masai torna a casa con un bel cesto di merda. Le proprietà dello sterco di Zebù sono paragonabili al cemento. A tutt’oggi, Masai e altre popolazioni africane sfruttano la capacità legante dello sterco delle loro vacche per assemblare, decorare e disinfettare le pareti delle loro capanne. La tribù Hadzabe, riporta Jeff Leach su Nature, ci si lava pure le mani [con la merda].

«Qui si ribadisce il concetto che gli escrementi hanno un valore sociale e un valore pratico»

La superiorità fertilizzante del letame di cavallo è nota tra i contadini della bassa padana, soprattutto Bennola e altri aficionados dello Psilocybe. E ancora, in tempi non sospetti, il guano sudamericano ha fertilizzato intere piantagioni di caffè. La merda più costosa in assoluto è quella di Piero Manzoni, la cui confezione gialla da 30 grammi si aggirava intorno ai 1000 bitcoin. La pupù non ha solo proprietà merceologiche. Alcune scimmie antropomorfe gettano i loro escrementi verso un eventuale antagonista. Come base del gesto offensivo, la merda ha trovato massimo utilizzo durante la seconda guerra mondiale quando il guano cileno veniva usato dall’industria bellica per estrarre ammoniaca e produrre acido nitrico, un ingrediente essenziale per la preparazione di esplosivi su larga scala e a basso costo. Ma la cacca è anche amore ed eros.

Amore e psiche

Per lo scarabeo stercorario, una bella palla di merda è un’offerta nuziale prodromica all’accoppiamento. Per arrivare dalla sua bella, questo geotrupe spinge la sua pallozza di cacca attraverso il deserto, mentre si orienta con la luce della via lattea. Come faccia nel medesimo istante, un bacherozzo con l’erezione a studiare le stelle e spallare merda è per taluni una delle prove del disegno intelligente del cosmo. A proposito, una piccola fetta dell’industria pornografica trova ispirazione artistica (e clienti) nella propensione di taluni esseri umani ad essere eccitati sessualmente dagli escrementi dell’altrui sesso. È scritto, ma non fornirò link.

Dunque arriviamo alla medicina: cos’è il trapianto fecale e perché è importante?

Col termine trapianto, in medicina si intende la sostituzione di una struttura fisiologica malfunzionante, con una struttura analoga – sana – prelevata da un donatore. Il trapianto di cacca, è esattamente quello che sembra. Un medico prende la cacca di un donatore e te la mette nel tuo intestino. E dopo tu stai bene. Ma perché?

Un donatore di cacca.

La questione sta in questi termini. Una volta avevi la diarrea e il medico di prescriveva i fermenti lattici. Poi è arrivata l’industria alimentare con gli yoghurt probiotici e le azioni dell’Enterogermina sono crollate. Ma ci sono casi molto difficili da debellare. Per esempio se ti becchi il Clostridium difficile, hai voglia a ingerire litri di Actimel. Ma neanche la boccetta di Enterogermina con il suo miliardo di spore di Bacillus clausii non gli fa una pippa, il Clostridium difficile è un bullo. Anche mezzi forti tipo batterie di antibiotici fanno poco. Ora, immaginate di bombardare il Clostridium difficile con migliaia di batteri ‘buoni’ diversi. Il destino del difficile è segnato. Puoi bullare una classe di 20 alunni, non puoi bullarne 20 milioni. Problema.

Dove trovare un milione di batteri buoni?

Chiedetelo agli Hadzabe. Nella merda. Nella merda di un individuo sano. I batteri ‘buoni’ stavano lì cinque minuti prima a salvaguardare l’intestino e poi a furia di crescere e duplicarsi ogni venti minuti hanno aumentato la massa fecale e alcuni di essi sono stati espulsi. Plof. Ma questa volta non finiranno nella fogna, ma in una vaschetta di alluminio come quella progettata dalla dottoressa Krauth.

Krauth SJ, Coulibaly JT, Knopp S, Traoré M, N’Goran EK, et al. (2012) An In-Depth Analysis of a Piece of Shit: Distribution of Schistosoma mansoni and Hookworm Eggs in Human Stool. PLoS Negl Trop Dis 6(12): e1969. doi:10.1371/journal.pntd.0001969

Una volta raccolta la cacca, testato in laboratorio che si tratti veramente di cacca sana (vedere: Corso di Laurea triennale per Igienista Fecale) si tratta poi di trapiantarla nel paziente malato. Tre vie praticabili. Via orale, rettale o sonda nasogastrica. In pratica la puoi succhiare, la devi masticare o come piace a te. Ogni metodo di somministrazione ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi (vedere: Corso di Specializzazione in Gnotobiotica), ma alla fine il risultato è sempre quello: un branco di batteri buoni invade l’intestino del ricevente e il Clostridium difficile passa in minoranza e schiatta.

Non solo diarrea: metabolismo e derive psicoanalitiche.

Ricordate quando leggeste che vi erano più neuroni nel vostro cervello che stelle nella galassia? Ricordate le leggende metropolitane sul fatto che usiamo il 10% del nostro potenziale cerebrale? Minuzie. Il cervello è come una scatola di lego Duplo fattoria mentre l’intestino è una scatola Lego Technic Ruspa con Telecomando. Una cosa che facciamo fatica ad accettare è che ci siano più batteri nel nostro intestino che neuroni nel nostro cervello. E parlando di mattoncini lego, per quanto piccoli possano essere i batteri intestinali, la somma dei loro geni è superiore rispetto al genoma umano. Quindi, aver parlato fino ad ora di ‘batteri buoni’ che ‘proteggono’ il nostro intestino, è stato un errore di rappresentazione. Più precisamente, abbiamo dato una rappresentazione Disneyana della nostra natura viscerale. La verità è che i batteri hanno molto più controllo su di noi e non contribuiscono semplicemente alla nostra regolarità intestinale. I batteri ci controllano. Altro che neuroni Duplo, una ridondante rete batterica sfaccetta il nostro fenotipo in svariate prospettive. Basta leggere i numeri di Nature e Science delle ultime settimane per rendercene conto. I batteri contribuiscono all’obesità, al cancro, alle allergie, alle malattie neurodegenerative, all’ansia, all’autismo, al comportamento, lo dice Cell e presto qualcuno ci verrà a dire dell’influenza dei microbiota sulle nostre prestazioni sportive o preferenze sessuali e religiose.

Una ridondante rete batterica sfaccetta il nostro fenotipo in svariate prospettive

 

Implicazioni etiche e legali

Farà notizie il serial killer la cui difesa sostiene che non si tratti di colpa sua, ma dei suoi batteri. Il fenomeno trapianto fecale sollecita alcune questioni etiche e legali che pochi anni fa erano impensabili. Già li vedo i giovani Vannoni fare fondazioni per la cura di piccoli bambini sfortunati. Per esempio, per quanto riguarda il diritto di proprietà e usufrutto, chi detiene i diritti della tua merda? Si tratta di un bene di tua proprietà che distribuisci in licenza o la vendi?  È legale vendere merda? Se sì, come ci si deve regolare nei potenziali casi di appropriazione indebita? La farai lo stesso in luoghi pubblici o sul posto di lavoro se sospettassi che qualcuno te la rubi per farci una valanga di soldi nei paesi in cui è legale trapiantarla? In fondo, la dieta mediterranea dovrebbe produrre ottima merda smerciabile per alcuni facoltosi clienti della confederazione russa. Per quanto io sia favorevole al doping, il resto del mondo non la pensa così. Cosa succederà al prossimo Giro? Come riusciremo a individuare i ciclisti che si trapiantano merda di ghepardo per correre più veloce?

Conclusioni

Lo diceva già Renato Pozzetto.

Annunci

Bambino autistico che impugna un uroboro

Bario è uno di quei bambini con un disturbo dello spettro. Anche lui è unico, come tuttosommato lo sono tutti i bambini, solo che lui è un po’ più unico degli altri. Per esempio, le sue orecchie sentono uno spettro diverso. Bario non distingue tra domanda e affermazione. Nella stessa stanza, Bario non risponde a chi lo chiama per nome, ma si sposta altrove se qualcuno, nella stanza accanto, scarta una caramella Rossana. Se la caramella è una Big Fruit, Bario non reagisce. Bario ha un’attenzione selettiva: se gli dici Bario vuoi una caramella, non risponderà e giammai ricambierà il tuo sguardo. I suoi occhi infatti indugiano in dettagli che la gente comune, quella che ha un profilo su facebook per esempio, non è in grado di cogliere. D’altraparte Bario non sa distinguere un sorriso da un’altra smorfia. Le espressioni facciali lo confondono, per questo si guarda sempre i piedi. Ma se prendi quella trottola e la fai girare, Bario la seguirà. È affascinato dalle cose che girano intorno ad un proprio asse. Dalle cose dove la fine diventa l’inizio e l’inizio è stato la fine. Bario è un collezionista di urobori elementali, i serpenti che si mordono la coda. Nel suo spettro, c’è un’estenuante estetica della ripetizione. La trottola è l’uroboro della terra.

serpente che si morde la coda

C’era questo acquario. Suo padre l’aveva portato in casa un sabato mattina. Dentro c’erano dei pesci con gli occhi storti e deformi, ma erano molto colorati ed eleganti in un certo qual modo. Dei pesci con una sorta di disturbo dello spettro anche loro. Sua madre pensava che avessero potuto fargli bene, cose tipo i grandi benefici della pet therapy che si leggono su Confidenze o Donna Moderna. Bario non degnò di uno sguardo i pesci e l’acquario fino a quando suo padre non accese l’areazione. Questa cosa che l’acqua deve essere costantemente ossigenata altrimenti le creature acquatiche muoiono. Le bolle. Le bolle che raggiungono la superficie e si annichiliscono, mentre in basso nuove ne nascono. Cosicché, a beneficio dei pesci nell’acquario, ad ogni istante il numero di bolle dovrebbe essere costante. Dovrebbe. Avete mai provato a contarle? Prima delle convulsioni, Bario stette in piedi a contare le bolle per quattordici ore. L’ouroborus dell’aria.

L’ouroboro dell’acqua. Se piove, la madre di Bario deve calare le tapparelle e accendere la luce. Le gocce di acqua che scivolano sui vetri possono distoglierlo da qualsiasi abitudine, da qualsiasi attività, simpatica e parasimpatica. A volte smette di respirare mentre conta le gocce che si infrangono sul vetro.

Al supermercato, sua madre controlla tutte le liste degli ingredienti. C’è una mamma su yahoo answers che dice che eliminando glutine e lattosio ci sarebbero dei risultati inpensabili. Tipo che dopo un mese di dieta suo figlio le disse mamma ti voglio bene. A Bario piace il latte. Ma solo dentro il bicchiere di vetro, mai nella tazza. Deve essere caldo. Un bicchiere raso. 52 secondi di microonde. 52 come le settimane dell’anno. Bario si siede sulla sua seggiola e aspetta che il bicchiere gli venga posato davanti. Leggermente sulla destra. Poi lui versa un cucchiaino pieno raso di Nescafè decaffeinato. Senza mescolare attende che si formi un gradiente bianco marrone sul fondo. Solo lui sa quando il latte è pronto per essere bevuto. In genere a quell’ora il latte è freddo. Se i secondi di micronde sono 50 o se il bicchiere è un po’ troppo a sinistra il mondo finisce. Bario può collassare se chi gli scalda il latte non cura certi dettagli. Questo è l’uroboros del fuoco. Su yahoo answers una mamma dice che è tutta colpa dei vaccini. Sua madre è fascinata dall’uroboros dell’informazione.

C’era un paese fatto di idrofili e lipofili. Tecnicamente, ognuno avrebbe potuto disciogliersi dove voleva, in acqua o in solventi oleosi. Purtroppo alcuni idrofili influenti erano lipofobi e ordinarono a tutti di disciogliersi in acqua. Agli idrofili veniva bene, ai lipofili un po’ meno, e dovevano fingere che la cosa piacesse loro, o evitare del tutto di bagnarsi. E la cosa andò avanti così per secoli, e ufficialmente il mondo venne definito idrofilo per natura.

Però, ufficiosamente, alcuni lipofili usavano ancora lavarsi con olii essenziali e mescolarsi tra di loro in segreto. Se venivano scoperti, la cosa suscitava uno scandalo tale che i lipofili venivano messi a morte alla stregua di altri pervertiti, tipo quelli che descrivevano la Terra basandosi su geometrie non euclidee. Tutti purificati per annegamento nell’acqua, solvente idrofilo per eccellenza.

Poi venne Freud, e disse che il bambino all’inizio provava un piacere lipofilo. In seguito qualcun’altro notò altre creature avere comportamenti lipofili. Finalmente nacque un certo orgoglio lipofilo. Ci fecero pure il musical: Grease.

Poi venne il pari-opportunitanesimo. A idrofili e lipofili erano garantite le stesse quote nelle pubblicità della pasta e in parlamento. Genitori idrofili dovevano concepire almeno un bambino lipofilo, altrimenti botte. Una volta un aereo non venne fatto decollare perché c’erano troppi idrofili a bordo e alcuni posti vuoti.
– Metteteci dei lipofili. Disse l’Inquisizione Opportunitanista – altrimenti l’aereo non parte.

Grazie ad armi chimiche, dei terroristi bombardarono questo paese con tensioattivi anfipatici, e la tensione superficiale non fu più causa di stupide fobie.

Fedelmente pescate su Google News, della serie scoppia il maiale ferito il contadino.

  1. Tossicità dell’acqua. Si scopre che in Italia nel 2012 abbiamo avuto 390 morti per overdose, e 400 morti per annegamento. Ma niente, fare il bagno è ancora legale.
  2. Riforma della Sanità. Ricapitoliamo: il paziente non si chiamerà più paziente ma persona assistita, e prima dell’operazione la persona assistita non riceverà l’anestesia ma l’ipnosi.

Certi eventi emergono dal buio oscuro, simili a comete che si scontrano su questo fragile mondo dopo inutili ellissi. Stiamo passeggiando sulla sterrata verso la cascina Bellaria quando mio figlio, quattro anni, dà uno strappone alla mano che lo teneva e attraversa improvvisamente la strada. Al di là della carreggiata c’è il fosso, e il piccolo ha bisogno di sapere se dentro l’acqua nuotano i pesciolini. Che cosa succede quando avvengono troppi avvenimenti impossibili, quando una ridondanza unica non basta? La vettura percuote mio figlio in pieno petto, e lo trascina per trentacinque metri, negando a lui e alla fauna acquatica circostante la reciproca consapevolezza dell’altrui presenza. Mio figlio cessa di esistere.

Certi sistemi dinamici possono cambiare bruscamente per piccole variazioni di certi loro parametri. Alcuni sistemi dinamici non reggono, altri corrono, altri annegano, c’è chi si mette a parlare del più e del meno e chi fa i picnic sulla tomba del morto. Ci sono sistemi in cui cessa la necessità di comunicare e di conoscere. È il mio caso. Io taccio. Zitto. Non una parola, non un gesto, nessuna mimica facciale o singhiozzo. Silenzio, ininterpretabile silenzio. Il male è un movimento in direzione del nulla.

Il primo è stato Don Spiffero a chiedermi se provo dolore. Per me non è rilevante saperlo, né lo è condividerlo. Al bar Aglio mi chiesero se il tipo fosse ubriaco, o magari rumeno, e possibilmente entrambe le cose. Non me ne curo. Gli attributi circostanziali, gli aggettivi qualificativi, le cause scatenanti, il calcolo delle probabilità, le presunte derive escatologiche; queste cose mi scivolano via come gocce di mercurio. Una sera, quando il silenzio si fa buio, il residuo umano di quello che un tempo ha partorito mio figlio mi supplica di pronunciare il proprio nome di battesimo: vuole sentirsi viva, vuole fare l’amore, vuole fermare il tempo, riavvolgerlo, prendere una seconda direzione. Come ora e sempre, io taccio, nei secoli dei secoli. In me, tutto è compiuto, inutilmente. Così non schivo nemmeno l’abat-jour di vetro di murano, quando un’accelerazione tangenziale la proietta verso il mio lobo frontale. Le gocce di mercurio di un termometro rotto.

Più tardi, qualcuno avrà già pensato che io abbia bisogno di assistenza psicologica. Allora verrà un signore a farmi visita due volte alla settimana. Staremo seduti in salotto per qualche decina di minuti, oppure in veranda, lui compirà azioni di cui non mi interesso ed emetterà domande a cui non darò risposta. Berremo the freddo. Intanto, la donna che vive con me piangerà in silenzio appoggiata al frigo. Questo signore le dirà con voce calma e tampa che ci sono due tipi di coma, quello neurologico e quello cognitivo. Il mio è del secondo genere. E poi le chiederà anche se ha ancora bisogno di quelle pastiglie. E poi le infilerà la lingua in bocca.

Un giorno un pesciolino uscì dal fosso per sapere se il padre e il figlio si stessero tenendo per mano.

Per esempio, ecco come trasformare in poesia le news delle varie “redazioni online”.

1) Aprire google news e individuare un articolo banale.

2) Fare copia (ctrl+C) senza leggerlo.

3) Incollarlo (ctrl+V) dentro google translate, tradurlo in inglese e ricopiarlo.

4) Incollare la traduzione dentro Ezrewriter. Copiare la riscrittura.

5) Incollare la riscrittura dentro google translate, tradurlo in francese.

6) Incollare la traduzione francese dentro google translate, tradurla in italiano.

7) Leggere la poesia nel quotidiano inserendo gli a capo dove necessario.

Esempio di poema:

(AGI) – Napoli, 4 luglio – Il corpo addormentato “è stato avviato in accordo con i pescatori a pescare l’antica notte, circa 8. Accetta resti. Assunto la polizia. Il badge indagato l’incidente. In una versione abbreviata di pantaloni giovane complicità che il traffico, e l’ordine del giorno è stato quello di avviare, in cui ha chiesto scusa alla madre per togliere dal gioco, la sera di storia che il denaro apparteneva la famiglia. (AGI).

Esempio di blog di Beppe Grillo

Niente di più. Il Parlamento ha bandito il nuovo F35, in assenza di approvazione delle camere. Alone di velivoli ricco nazioni per la loro goffaggine e la quantità di decine di miliardi di guerra. Questi cuscinetti non AVEVA. E ‘un abominio di alto tradimento, lesa americanità.

Una ricetta Zen di Giallo Zafferano

Quando montate gli albumi, aggiungere l’estratto a filo della vettura. Continuare a battere fino ad ottenere una morbida e blubbery. Aggiungere gli albumi al composto di successo che siete d’accordo preparato in anticipo, l’attività della base alla parte superiore della demografia afflizione non per abolire gli albumi a mescolare tutta la capacità vero bene. Ora aggiungere la farina, amido di mais e cuocere briciola setacciata insieme, unire totale calma e mettere il composto in una ciotola capiente. Anche in questo caso l’applicazione abbraccia tutte le cose pulite, sbattere gli albumi con lo zucchero reale.

Nonostante il solleone, il caldo assorbito dalla veste nera e il sudore dei piedi dentro i sandali di cuoio, il prete che attraversava il campo mormorando il padre nostro aveva le mani fredde. Come tutti gli anni, l’erba era stata falciata per fare posto al capannone e alla balera, ma di solito il prete non passava da quelle parti in questo periodo dell’anno. Era luglio inoltrato e all’incontro prestabilito, il suo ospite avrebbe notato quelle mani così fredde. “Una stretta di mano tombale” avrebbe potuto pensare, e quella piccola possibilità deconcentrava il prete, facilitando dispettosi incubi ad occhi aperti, ipocondriache premonizioni di morte ed altri brevi disturbi percettivi che lo accompagnarono fino al capannone, dove lo lasciarono dubbioso ed esitante fino a che l’eco dell’ultimo rintocco del mezzogiorno si spense. Aveva o non aveva sussurrato venga il tuo regno? L’erba recisa fermentava in fieno; fiutatone l’odore, Don Spiffero starnutì, opprimendo ancora di più il morso della fame, dacci oggi il nostro pane quotidiano, e dell’ansietà, e non ci indurre in tentazione. Nel naso del prete, l’odore di erba secca si mescolava al profumo di carne alla griglia; nella coscienza del prete, il timore idiota di evocare una parodia di Guareschi si mescolava con la vocazione missionaria di una vita. Le secrezioni gastriche del mezzogiorno erano ulteriormente inacidite dall’ansia per la prova che nostro Signore gli domandava, sia fatta la tua volontà. Flagellato dai crampi allo stomaco, sudando e tremando Don Spiffero mosse gli ultimi passi come un gesuita avrebbe affrontato la giungla amazzonica alla ricerca degli indios. Un gesuita obeso con la faccia di don Camillo (che non c’aveva neppure l’oboe). Ovunque lo sguardo di Spiffero si posasse, la dodicesima festa di Rifondazione Comunista aveva luogo, e il prete ne era ormai irreversibilmente all’interno. In un angolo, il suo ospite lo aspettava con un ghigno che non prometteva nulla di buono. Ma liberaci dal male. Amen.

Il primo capitolo è già stato pubblicato qui. http://wp.me/pYmcF-6e

(L’oboe è ovviamente quello di Gabriel)

Clara non può permettersi la retta del doposcuola, allora il lunedì le faccio questo favore di andare a prendere Bario alla scuola materna e me lo porto in biblioteca dove gli insegno a giocare a scacchi. Lascio un attimo la biblioteca aperta, tanto c’è solo da attraversare la strada e in biblioteca c’è Bennola che deve scegliere non so quale thriller del cazzo. Arrivati che siamo, Bario si accinge a disporre i pezzi sulla scacchiera, non ha neanche tolto il giubbino. È più veloce di me e vuole cominciare per primo a muovere. Sceglie sempre i neri. Bennola viene a guardarci e disapprova come se fosse un gran commissario stratega della nazionale scacchistica: sono i bianchi che hanno il diritto di tratto, e poi dovremmo cominciare con una configurazione ridotta cosicché il piccolo possa sviluppare una strategia. Un pedagogo stratega. Io disapprovo le sue letture e allora gli registro velocemente l’ultimo romanzo di Wilbur Smith e l’invito ad andarsene a rane ricordandogli che se il lunedì ha tempo libero è perché fa l’aiuto macellaio alla Bennett e non perché sia specializzato nell’arte della guerra come neanche Sun Tzu. Lui se ne esce indignato non tanto per le mie parole ma per la presenza del piccolo durante queste parole e allora va a passare altrove il suo giorno di riposo. Rien à faire, in presenza di un prete o di un bambino, Bennola ed io rinunciamo all’immediatezza comunicativa della bestemmia, cosicché fatichiamo a capirci, ci alteriamo subito e diventiamo nemici. Così non gli ho neanche chiesto com’era andata l’operazione di cataratta alla sua nonna alcolizzata.

Non è vero che a cinque anni il piccolo giochi a scacchi senza una strategia. La verità è che ammazzarmi il re non rappresenta ancora un obiettivo interessante. Bario è innamorato di mamma Clara e il suo obiettivo principale è portare il pedone sull’ultima traversa e riscattare la regina. In questo gesto romantico lui sublima il ricongiungimento materno. Poco glie ne importa che la promozione del pedone sia indipendente dai pezzi presenti sulla scacchiera così che tecnicamente sia possibile promuovere più regine. Il testosterone è ancora basso, e la fantasia dell’harem è ancora lungi da lambire la mente del piccolo. Di madre e di regina ce n’è una sola.

Così il mio ruolo complice è quello di liberare la torre e dare il prima possibile una botta alla sua regina facendomela prigioniera. E poi, nelle successive cinque mosse, schivare l’ineluttabile avanzata del pedon Bario. Nel frattempo, faccio lasagne con un cavallo e impicco un alfiere spilungone tanto per salvare le apparenze. E mentre mangio, il suo pedone avanza. E proprio quando la magia sta per compiersi, la realtà ha il dolce sopravvento. Attesa da entrambi, sua madre ritorna, lo riempe di coccole e indumenti di lana anche se siamo quasi in maggio. Ha corso per venire a prenderlo e sento che è sudata. Fa appena in tempo a darmi un bacio sulla guancia che il pedone impavido se la sta già trascinando verso la casa nera. La mia torre ed io restiamo a guardarla andarsene, un po’ con la voglia di darle una botta e un po’ con la noia per le figure retoriche. Poi non resta che la nota attutita della sua ascella, e poi il nulla e sono veramente solo.  Chiudo la biblioteca e chiamo Bennola. Gli chiedo se ha voglia di farsi una birra stasera.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: