È stato il mio sacrestano a suggerirmelo, qualche settimana fa, mentre facevo una piccola riflessione seduto sulla poltrona del salotto, che di solito non uso mai. Mi ci sono seduto proprio perché non lo faccio mai, cercavo un oggetto per casa, non ricordo quale fosse, ma la ricerca deve essere durata parecchio se mi sono spinto fino al salotto. Una poltrona non dovrebbe provare i sentori dell’abbandono, ma un uomo, nella fattispecie io, può dispiacersi lo stesso se s’accorge di aver abbandonato un arredo. Soprattutto se parliamo di un arredo di questa comodità,  un vero dispiacere! Se ti spostassi dal salotto avrei modo di utilizzarti più spesso, potremmo trovare un contatto più profondo, potrei, se tu me lo permetti, lasciare il segno delle mie chiappe stampato sulla tua soffice struttura, diverremmo complementari.  Intanto aiutami a trovar l’oggetto smarrito, cullami mentre siedo qui con gli occhi chiusi e rifletto su dove posso averlo messo l’ultima volta.

– Sveglia prete!!

– Perspicacio! Come hai fatto a entrare?

– La porta stava aperta prete, e tu sei qua a dormire sulla poltrona che mi sembri una mummia mummificata! Ma che ti prende?

– Volevo sedermi soltanto un attimo. Devo essermi addormentato..

– Eh ti credo!

– Sono un po’ stanco ultimamente..

– Senti a me prete, va bene la stanchezza, ma tu.. secondo me..  c’hai bisogno d’evadere!! Mi capisci?

Ti capisco e per una volta tanto ti voglio ascoltare, seguirò il tuo consiglio. Evado dal mio piccolo paese, e soprattutto, perché questo non basterebbe, evado da me stesso. Ho scelto di affrontare due esperienze totalmente nuove per me, vado tre giorni in campeggio con la tenda, e per questi tre giorni mi libero del collare ecclesiastico. La prima si configura come una sfida con me stesso, la seconda è una sorta di esperimento sociale, sono convinto che le persone quando si relazionano con un prete attivino una serie di filtri che ne modificano il comportamento (a parte Saverio), dopo tanti anni di veste voglio tornare ad essere trattato come una persona comune. 

Dalla mia vacanza ho imparato due cose:

1)     Che le tende che si montano da sole tirando una cordicella lo fanno con una rapidità che sorprende, però poi sono impossibili da richiudere.

2)     Se siete un prete e decidete di trascorrere tre giorni in campeggio in “borghese” liberandovi della veste ecclesiastica i vostri vicini di tenda saranno rispettivamente: una quartetto di tedeschi sempre sbronzi e alquanto generosi, una famiglia di veneti che utilizza la bestemmia come intercalare, e per finire, una famiglia di toscani, che a differenza dei veneti non lavora di quantità ma di fantasia, bestemmie che giuro non avevo mai sentito in vita mia. Tutto questo non capita per vendetta divina, Iddio vendicativo è un concetto che appartiene al passato, ma non capita nemmeno per caso, rimane un disegno divino, a mio modo di vedere riconducibile all’umorismo. Vi vedo storcere il naso, non siate sciocchi, Dio il senso dell’umorismo ce l’ha eccome! 

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