Un giorno, mentre Bario era a scuola, una squadra di muratori invase il Bettolino e si diede a coprire porta a vetri e finestre con pagine rosa di giornale. Però, mentre rincasava, Bario si accorse che più di una pagina era incollata al contrario, e venne anche a sapere che a Van Basten gli si era sbriciolata la caviglia. A casa, chiese alla mamma perché le pagine erano incollate a testa ingiù sulle finestre, e lei rispose che era un cambio di gestione. Aveva senso: durante i cambi di stagione la mamma appendeva sul balcone i cappotti a rovescio a prendere aria, e quindi si vedeva che durante i cambi di gestione veniva fatta prendere aria anche ai giornali.

Il giorno dopo Filippo, l’amico di Bario che era più grande ed esperto, gli disse lo sai chi è la nuova barista del bettolino? Giovanna la Puttanna. Quando Bario lo riferì alla mamma, ella gli confidò che quello non era il suo vero cognome, e si premunì e ottenne promessa-mignolino che Bario non si sarebbe mai riferito così a Giovanna in pubblico. Aveva senso: Puttanna era probabilmente l’eponimo: abitante della Puttania, dove si mangia la pasta alla puttanesca. E non bisognava dirlo in pubblico come non si diceva terroni a quelli che abitano in Terronia dove non c’è ancora l’asfalto. La pasta alla puttanesca Bario non l’aveva mai mangiata, ma la terra una volta sì di nascosto e non gli era piaciuta.

Poi sulla porta del bar, la signora Giovanna preparò in bella calligrafia il cartello “Apertura UUercoledì prossiuuo venturo”, ma i fogli di giornale c’erano ancora e non si riusciva a vedere dentro. Quando Bario chiese a mamma perché Giovanna scriveva le emme come se fossero due u, lei si chiese quasi orgogliosamente che cos’era tutto questo improvviso interesse per la procace Giovanna e rispose che le emme si facevano così per fare in fretta. Bario notò che fare una gobba in su o fare la stessa gobba in giù, era lo stesso inchiostro che si usava e non capiva perché sua mamma sosteneva che fosse più veloce, però aveva probabilmente ragione: infatti Filippo da tempo sussurrava nei bagni della scuola che Giovanna sapeva proprio fare la sveltina.

Infine arrivò il Uuercoledì dell’inaugurazione e la faccia sofferente di Marco Van Basten sparì dal Bettolino. Quella sera c’era la coppa dei campioni ma Van Basten non era in formazione: si vede che Anna la Puttanna tanto sveltina non lo era poi stata a toglierli quei fogli.

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