Il bentornato Disagiato ci avverte di questa cosa da non dire che la libreria del centro commerciale forse chiude e lui – che fa il libraio commesso nella suddetta libreria – verrà forse rottamato. A pensarci con raziocinio, io fatico a trovare il senso di aprire una libreria in un centro commerciale. Quindi, inciampando ad ignorantiam nella fallacia logica, trovo che sia sensato chiuderla. E dunque mi dico va bene, che c’era da aspettarselo. Spiego.

La mia sensazione è che in questi grandi centri la gente viaggi a velocità incompatibili con l’ozio necessario per perdersi tra gli scaffali della libreria e ritrovare la strada di casa con un buon libro in mano. I librai/titolari non sono stupidi, e hanno a suo tempo capito che dovevano puntare l’offerta su libri adatti alla gente che corre. Libri che non richiedono una scommessa intellettuale, libri che vai sul sicuro. Come quelli con le foto dei gatti, le barzellette di Totti, lo Hobbit dell’Adelphi (quando lo Hobbit esce al cinema) ma con una copertina più esplicita che quella rossa con la foto dell’aquila, ed altri libroidi (come li chiama Marino Buzzi) con cinquanta sfumature di ovvio. Tuttavia, per questi libri non serve un libraio colto ed esperto, serve uno scaffalatore e un battitore di cassa. Figure professionali che già si trovano dentro il supermercato del centro commerciale. Putacaso, nel supermercato è spuntato lo scaffale con i venti libri della top10 e quello di cucina, dei gatti e quello di Umberto Eco per chi vuole fare colpo sulla pescivendola. C’è sempre un adesivo che sembra uno sconto su questi libri che magari, a chiederli ad un libraio laureato, magari si prova un po’ di vergogna. Invece, dentro il supermercato, proprio oggi che c’è lo sconto, certi libroidi si infilano senza remore tra una confezione di macine e un gambo di sedano. Veloce che sono già le ore tarde e devo andare alla cassa (almeno non devo più passare in libreria). Le librerie nei supermercati non guadagnano abbastanza e chiudono. Meglio aprire mutanderie Yamaha dice a ragione il Disagiato.

Accumulazione di pagine di atlante geografico dell'artista Brian Dettmer

Brian Dettmer sa cosa farne dei libroidi.

A pensare col cuore, a me un po’ dispiace per le librerie dei centri commerciali. Io sono sempre stato un lettore onnivoro e  bulimico e provo affetto queste librerie perché da piccolo è lì che sono stato svezzato. A Zampagna, una libreria non esiste. Bisogna andare fino in città a Sultona, oppure al Bennett di Zolendasco dove c’era la libreria Demetra. Quando avevo dieci anni, mia mamma mi parcheggiava in libreria e andava a fare la spesa di corsa. Io oziavo tra gli scaffali e memorizzavo di nascosto pagine proibite tipo Lo Zen e l’arte di scopare o I segreti della piramide. Libroidi di venticinque anni fa. Poi mia madre tornava e quando le chiedevo soldi per un libro mi portava in biblioteca tant’è che alla fine ci sono rimasto. La libreria Demetra ha chiuso vent’anni fa, come chiude adesso la libreria del Disagiato. E a me dispiace. Faccio sempre un giro dentro la libreria del centro commerciale e magari ho pure scambiato qualche battuta col Disagiato anche se non ci conosciamo e non ci riconosceremmo, soprattutto visto che non bazzico i centri commerciali sul bresciano.

Non mi sento di chiamare in causa la crisi economica o la crisi culturale. Le librerie nei supermercati chiudono – immagino io – perché non si trovano nel giusto frangente ozioso. Dare la colpa agli ebook è come dare la colpa alla biblioteca: sul venduto nazionale, ebook e biblioteche sottrarranno un cinque percento (sparo a caso, qualcuno ha dati alla mano per favore?). Io ogni tanto penso ad aprire una libreria, ma la metterei dove la gente ha tempo da perdere. Alla stazione ad aspettare il treno in ritardo, al pronto soccorso ad aspettare un pronto soccorso, in tribunale ad aspettare un processo. E venderei soltanto una frazione dei libri che ho letto, i libri che ho letto e non ho trovato libroidi e di cui è disponibile l’ebook. E venderei solo l’ebook a ben pensarci. In stazione appenderei solo un manifesto che dica di fotografare il codice quadrato quello bianco e nero per entrare a curiosare in una libreria di libri che non sono libroidi e che hanno un numero di pagine minore di quelli di qualsiasi altra libreria ma un carattere bello grande, se trovate un libro con meno pagine vi rimborsiamo. Tanto per finire, i libri e libroidi che ho letto sono qui, se qualche libraio/bibliotecario è interessato, possiamo parlarne anche su anobii.

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