Lo sai com’è fatto tuo padre. Mi telefona la sera e dice che devo preparare la valigia che domani si parte. Ma io ho già messo la carne a scongelare! Non faccio in tempo ad arrabbiarmi che mette giù il telefono. Non so neanche se andiamo al mare o in montagna. Quando era un bambino, tuo padre diceva che voleva andare a prete, sarebbe stato meglio. Una nipote brava come te me la dava anche se faceva il prete, non ti preoccupare. Allora prendo la valigia dell’ospedale, che è sempre pronta non si sa mai con la mia anca malandata, e ci metto dentro un paio di scarpe e due robe di lana. Le bistecche le do al Tom, che gli piace la carne cruda, speriamo che non gli vengano i vermi. Chiudo la valigia, poi la riapro e ci metto dentro anche il rosario. Mando giù anche un paio di purghe, non si sa mai il cambio d’aria.

***

Dopo un po’ che siamo in macchina, tuo padre si ferma e mi sembra che andiamo dentro l’autogrill. Insiste che vuole portare dentro anche le valigie. Mai visto tanta gente all’autogrill, tutti danno le valigie a delle signorine che ci mettono su l’etichetta. Mi dice di stare zitta, sarò anche vecchia ma per me era meglio tenerle in macchina. Insomma, sono andata al gabinetto e ho bevuto il caffè, quello di orzo, perché quello del bar mi fa male lo stomaco. Gabriele ha preso anche la briosce con la spremuta, ma quando gliela facevo io la spremuta non la beveva mai. Diceva che voleva andare a fare il prete e poi non ci è andato, a me mi ha rovinato la vita tuo padre, ma tu sei bella.

Appena fuori dal bar ci mettiamo in fila che c’è mica la finanza e controlla tutti? Ma proprio tutti. Io mi metto a cercare lo scontrino del caffè ma quello della finanza mi prende la borsetta e la appoggia su un rullo poi mi dice su le mani, su le mani. A parte che con l’artrosi più di tanto mica le riesco ad alzare le spalle, e poi cos’è questa, una rapina? Con più che la borsetta se l’era già presa. Gabriele mi dice di stare zitta, e alla fine ci lasciano passare. Quando a tuo padre gli hanno tolto anche la cintura, mo mi è venuto da pensare che sono pure culattoni questi della finanza, e Gabriele mi ha azzittita con lo sguardo. Non ci faccia caso ne’ gli dico al come si chiama, al finanziere ecco, a volte penso a voce alta ma pensavo così per dire. Il Gabriele mi ha fatto proprio uno sguardo che se faceva il prete, da lui non mi andavo a confessare neanche in punto di morte vacca l’ostia. Signore Misericordia Perdono.

Adesso ci sediamo qui, mi dice. Io sto zitta, si vede che è stanco, ma allora potevamo partire più tardi, ma sto bene attenta a pensarlo in silenzio, mica che poi lo faccio arrabbiare, guarda che occhiaie gli sono venute. Intanto la macchina è fuori al sole, quando usciremo da questo autogrill a sedermi di nuovo in macchina mi verranno le emorroidi, e la pomata non mi ricordo se l’ho messa in valigia, che una volta il Tom l’aveva rubata, aveva morso tutto e la leccava, che cane stupido, ma era un altro tubetto. Non soffre di emorroidi il Tom, soffre di vermi con tutte le schifezze che si mangia. Adesso una signorina parla al microfono, io quello che dice non lo capisco perché i miei occhiali per le orecchie, quando ci sono questi rumori del microfono o della televisione, fanno un rumore che sembra di avere un’ape dentro l’orecchio e mi tocca spegnerli. Anche a Messa non sento niente adesso che Spiffero usa il microfono. Quando c’era il prevosto allora sì che quello parlava a voce alta e parlava bene le parole. Tuo padre voleva fare il prete ma lui non parla mai, chissà se ci ha parlato almeno quella volta alla tua povera madre.

Tutti sono in fila dalla signorina, e quando tocca a noi tuo padre tira fuori due biglietti e la signorina ci fa uscire. Gabriele sale su un pulmann, Gabriele hai dimenticato le valigie! Zitta. Non mi hai neanche detto se andiamo al mare o in montagna. La carne scongelata! L’ho dimenticata nel lavandino invece che darla al cane, quando torno avrò la casa piena di mosche. Lui mi dice qualcosa ma ho le orecchie spente, cosa? L’ha data lui la carne al Tom. La devo smettere di pensare a voce alta.

Cos’è quel coso lì? Lo vedo anch’io che è un aeroplano! Di quelli che volano. Io lì dentro non ci vengo. E dov’è che dobbiamo andare? Tuo padre mi voleva portare in Russia, dai comunisti. Era meglio se andava a prete. A fare che cosa in Russia? E intanto l’apparecchio comincia a fare un rumore dei motori, che Gabriele mi dice forza di salire. La fatica, la fatica che ho fatto, su quella scaletta traballante, con la gamba che ho, però dentro dovevi vedere che roba, una signorina che si vedeva che non era italiana, comunque mi dice buongiorno, ci indica dove sederci e fa un sorriso che sembra una faina. A Gabriele ci ha portato anche il giornale. Lui non parla ma ci sa fare con le donne. Altrimenti come faceva a darmi una nipote bella come te. Lo sai che voleva fare il prete?

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