Un brivido si insinua tra le costole, mi sveglia. Apro gli occhi, c’è una luce strana nella stanza, posso definire la forma degli oggetti che mi circondano e percepirne l’ombra proiettata sulle pareti. Dovrebbe far buio pesto a quest’ora. La sensazione che ci sia qualcosa di diverso dal solito desta i sensi ancora addormentati, resto in ascolto ma non odo nulla. Mi immobilizzo, trattengo il respiro e ci riprovo. Ancora nulla, buio pallido e silente, come attutito. La tapparella della finestra che dà sul sagrato è per un pezzetto su, mi alzo, metà ottobre dovrebbe essere ancora presto, ma guardo fuori..

Neve.

Le tue gote arrossivano pizzicate dal freddo, le tue labbra leggermente dischiuse nascondevano un poco il tremolio dei denti, il tuo cappello col pon pon, il chiarore riflesso nei tuoi occhi finalmente verdi. Questa neve che tanto ho amato non è la stessa che copre il sagrato, è rimasto solo il bianco, e il gelo.

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