Questo è il post 101, che conclude le 101 Storie Zam. Grazie. Si rilancia.

Che ne faccio del blog adesso. Provo a cambiarne l’identità invitando un illustre cittadino di Zampagna a scriverci sopra. Per altro mio fratello. Che quindi non si deve sentire ospite, ma faccia pure come se fosse casa propria. Io non so di che cosa scriverà Spiffero su queste pagine, e con quale frequenza, ma le leggero’ e commentero’ a dovere. E spero tanto che le sue parole mi servano anche per ancorarmi alle semplici e povere cose buone della vita. Le particelle elementari che ogni tanto tralascio per inseguire dei sogni distanti. Per me, quest’autunno si preannuncia come un grande momento di riflessione e punto di svolta. Negli ultimi otto anni ho inseguito un sogno professionale, che non ho ancora raggiunto. Questo autunno valutero’ quanti anni io sia ancora disposto ad inseguirlo. Perché in una mano di Ramarro, che è una sorta di Poker che giochiamo in mezzo alla nebbia, arriva il punto in cui tu valuti le tue carte e cosa c’è nel piatto, e spesso vale la pena raccogliere il vantaggio piuttosto che aspettare il colpo finale che il mazziere potrebbe non servirti. E il piatto al momento è buono, anche se non posso fare Ramarro. C’è crisi si dice. Io negli ultimi mesi ho ricevuto quattro offerte lavorative degne di rispetto. Nessuna mi fa fare Ramarro e le ho rifiutate/rimandate tutte (anche quella di Jun) per attendere la mano ottimale. Che non è venuta. Non ancora. Ho invece postulato per una posizione da apprendista su un campo che ancora mi è oscuro, ma che devo padroneggiare per meglio fare Ramarro. Posso giocare ancora un paio d’anni ma poi sarà il momento di fare i conti. E la mia strategia di gioco la decido quest’autunno. Insomma, saro’ concentrato su queste cose, e di queste cose presumibilmente prendero’ appunti su questo quadernino. Aspettatevene delle belle nelle prossime 101 pagine. E trattate bene mio fratello Spiffero.

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