Ovvero, potrei lasciare tutto e trasferirmi a 30 giorni di navigazione da dove scrivo adesso: un bibliotecario in fuga. La meta è in estremo oriente, a cento chilometri dall’equatore. Devo questa opportunità al mio passato di pescatore oceanico, ed in particolare alla mia amicizia con Jun, il muso giallo con cui ero solito pelare patate, cuocere riso e parlare di antropologia sociale in quella sporca cambusa che caratterizzo’ la mia vita pre-bibliotecaria. Secondo Jun, la mittel-europa sta affondando e mi ha teso gentilmente la mano. In realtà, credo che Jun rimpianga la mia tartara clandestina di tonno rosso (che rubavamo direttamente dalla stiva del grande peschereccio). Inutile quindi ricordargli che provengo dall’europa del sud: a suo dire il sud è ri-sprofondato nel mar mediterraneo poco dopo il 476 DC, mentre il suo paese sta emergendo a grandi ruggiti e Jun ne è ora un saggio dirigente per quanto piu’ giovane di Vendola o Civati.

political map of asian countries

Ho infatti scoperto Jun essere il figlio dell’armatore del mercantile a cui piu’ volte ho rubato il tonno: il ragazzo ha pelato patate in incognito per un paio d’anni, un po’ per ribellione un po’ per comprendere i meccanismi dall’interno, alla faccia del figlio di papà. Oggi il mio compagno di cambusa impugna il timone di un colosso mondiale, è influente nella politica socialista del suo paese, ha probabilmente sulle spalle la responsabilità di qualche crimine illegale perpetuato in acque continentali e, in seguito alla malattia mortale del padre, ha devolto parte dei suoi inverecondi guadagni per fondare un centro di ricerca sulla malattia in questione. A me viene offerto il posto di bibliotecario scientifico di questo centro. Per inciso, la mia tesi in biblioteconomia si addentrava parecchio nella bibliometrica delle riviste scientifiche peer reviewed, quindi avrei in effetti qualche qualifica per l’incarico in questione. Professionalmente quindi, i miei futuri interlocutori non saranno piu’ casalinghe annoiate alla ricerca dell’ultimo romanzo di Sophie Kinsella ma veri scienziati (scienziati!) con occhi a mandorla a cui facilitero’ le ricerche bibliografiche (parlando inglese ovviamente). Sono eccitato e una parte di me vorrebbe cominciare subito quest’avventura. Dall’altra parte, comincio a sentire il legame con la mia terra, i miei pomodori e il mio lavoro subqualificato che mi ha comunque permesso di apprezzare come calare i pantaloni al lettore medio, anche se a volte questo comportasse pericolosi cazziatoni a cui seguivano appassionanti guerre tra libri e animali. Insomma, ho un po’ di paura ma inutile negarlo: l’offerta in questione è accattivante, e il sentirsi santo, poeta e navigatore fa parte del bagaglio genetico dell’italiano medio. E diciamocelo, l’aria che tira da queste parti non è la migliore. Altrove, la mia eventuale meta è di fatto meno democratica della povera penisola che mi ha rilasciato i natali e il passaporto, e io saro’ extracomunitario  in minoranza etnica. Ma nessuno è profeta in patria e la disanima delle mie divergenti esperienze asiatiche gioverebbe alla mia saggezza. E noi siamo ricercatori di saggezza.

Qualora partissi per la via delle spezie non lascerei il blog vuoto: sto contrattando con un illustre cittadino di Zampagna per tenermi(ci) aggiornato(i) su come continuerà a scorrere la vita lungo gli argini del Pagnirolo. Riguardo al mio diretto contributo, potrei dare spazio ai miei ricordi di Zampagna, testimoniare la vita orientale, o forse sperimentare brevi incursioni scientifiche come ho fatto timidamente in passato con questa e quest’altra occasione.

Parto? Non parto?

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