Al capogruppo di maggioranza.

Giulio, proprio ora mi sovviene quel momento della mattinata quando ho cambiato lo sfondo del desktop. Il mio sfondo del desktop. E’ una foto banale, come mille altre. Una vecchia foto sfuocata, senza una regola compositiva apparente. Una giovane coppia: ritratto di me stesso con i capelli e di Chiara senza la tinta. Una griglia di pixel a cui attribuisco un senso e che ricorda l’altro asse cardinale della mia vita, quello sano.

Perché ho sentito la necessità di cambiare lo sfondo del desktop?  Tasto destro, proprietà. A quali compromessi sono sceso con me stesso, e per quali obiettivi? Quale immagine si prestava meglio, la duna rossa un po’ troppo esotica o il pistillo con l’infiorescenza forse un po’ troppo da frocio sinistra arcobaleno?

Quale immagine avrebbe meglio trasmesso il clima di serietà e compostezza con il quale avrei avviato powerpoint per illustrare di lì tosto, delle statistiche al consiglio comunale nel pomeriggio? Serietà e compostezza. Quando di serio e composto c’è solo il sentimento che nutro per Chiara. Meno certe e composte sono le statistiche e i grafici che confermano il piano programmatico del partito. Trovo oltremodo contradittorio il tentativo di associare il concetto di serietà e compostezza al concetto di partito politico, anche se noi siamo i buoni. Che poi, a dirla tutta, noi seri e composti non lo siamo mai stati. Casinari e perdigiorno questo sì: la chiamavamo libertà espressiva, quella che abbiamo coltivato alla scuola Steiner. Giulio, te la ricordi la scuola Steiner? Facevamo lezione dentro carovane tipo far west, e tu ti muovevi da una carovana all’altra, da una classe all’altra a piedi nudi. Giulio, in quel periodo Chiara aveva delle tette meravigliose e io non glie le ho mai toccate tanto ero intento a preparare un mondo migliore, dei cittadini migliori. Abbiamo effettivamente dei giovani migliori oggi. Ce l’abbiamo fatta. Perché allora impediamo a questi giovani di prendere le redini? Cosa si è guastato dentro di noi? Com’è che un giorno ci siamo trovati addirittura nella maggioranza e stamattina siamo arrivati a vergognarci di una foto sul desktop?

Giulio, questa mattina nel momento in cui ho scelto per il mio Think Different una becera composizione astratta in cui predominavano le righe orizzontali, mi sono ricordato di non essere mai passato a Linux e OpenOffice come mi ero detto ormai venti anni fa. Così, ho fatto mente locale su questo fatto, e mi sono pure soffermato sul fatto che la copia di Powerpoint è pirata, e non si tratta solo di pigrizia. Da quelle constatazioni, il passo è stato breve e ho ripensato a quella sommetta a disposizione del partito per l’acquisto di materiale informatico e ho ripensato a tuo figlio, quello con la passione per i videogiochi, quello che ha aperto un’associazione culturale 2.0 ed emette fatture a vuoto e cracca il codice seriale di microsoft office.

Giulio, Chiara sa fare un’insalata di peperoni e menticella squisita, che cazzo le manipolo a fare le statistiche del piano programmatico che poi non ho tempo per curare l’orto e devo fermarmi alla Coop dove i peperoni sanno di fogna e polistirolo? Giulio, con questa mia lettera io rassegno le dimissioni e ritorno all’orto e al seno di Chiara. Giulio, con questa lettera io chiedo indissolubilmente le tue. Ti avverto, fermati o verrò a fermarti. C’è stato del bene in quello che abbiamo fatto in passato, ma il contatto con il male che lottavamo ci ha contaminato. Adesso siamo noi il nemico. Boicottiamolo.

Sempre tuo,

Giulio

Mi è sempre piaciuto il seno di Chiara

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