In una scena memorabile, il giovane Michael Corleone in un sol giorno elimina i nemici e traditori della Famiglia e inizia il suo regime. Un giorno in cui non puo’ essere disturbato in quanto, negli stessi istanti in cui prende forma la nemesi, il Padrino tiene suo nipote a battesimo. Pura poesia. Tecnicamente una diafora: il montaggio gioca sullo stesso termine ‘Padrino’ che assume ruoli diversi all’interno di due scene coincidenti: il rito cattolico e l’esecuzione mafiosa plurima. In teoria, tutto questo sarebbe bellissimo in quanto confinato sul piano narrativo e fizionale.

Tuttavia, Saviano mi ammonisce, e cosi’ mi riaffiora un riassunto di Gomorra in 12 parole: la cinematografia di genere ‘gangster’ è prontuario stilistico della nuova criminalità organizzata.

A questo pensavo, quando ho letto che hanno fatto fuori Emilio Fede, mentre il Padrino il Papino se ne stava a guardare il suo Milan-Barcellona. Una nemesi che neanche Francis Ford Coppola. (Ma anche un po’ da Bagaglino, almeno in una parte dell’universo)

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