Il sabato sera, prima di andare al cinema, Bennola, Bolina ed io portiamo la nonna alla messa vespertina. La portiamo con la macchina, quella gnuccata, perché non cammina tanto bene (la nonna). Sul sagrato, c’è sempre questo bisognoso che chiede mestamente un obolo a Bennola (l’elemosina è uno dei cinque pilastri della sua religione). Bennola, di contro, professa delicatamente il suo ateismo. Non attacca, quell’altro blatera di una cosa chiamata fame. Bennola ribatte che se smettesse di fumare Marlboro, magari troverebbe i soldi per un panino. Il tipo allora mi chiede se ho una sigaretta. Con savoir-faire osservo che, sebbene preferisca il cubano, non sono abilitato a fumare sul sagrato per rispetto alle origini europee del cristianesimo. Il tipo comincia a perdere la facoltà dialettica e dice qualcosa in francese da cui si evince che ha diversi figli a carico. Bolina, che è stato zitto fino ad ora e che di lavoro smercia roba caduta dai camion, tiene aperta la porta alla nonna e aspetta che questa sia ben diretta lungo la navata, quindi ritorna sui suoi passi, apre il baule della macchina e se ne esce con un supporto elettronico porno. Tieni – gli fa al marocchino – fatti una sega con questo.

Più tardi al cinema lo coglie un dubbio: ce l’avrà avuto il reader?

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