Stimato Direttore del Banco Popolare Pagnino,

Le scrivo per ringraziarla per aver considerato scoperto l’assegno con cui ho tentato di pagare l’idraulico Tresoldi il mese scorso. Secondo i miei calcoli, tre nanosecondi dovrebbero essere trascorsi tra il suo aver voluto rimbalzare l’assegno e l’arrivo nel mio conto dei fondi necessari per onorarlo. Mi riferisco, ovviamente, al versamento mensile automatico della mia pensione, un accordo che, lo ammetto, è in vigore da soli 38 anni. Il denaro non dorme mai, e la tempestività con cui Lei ha agito è da lodare. Non posso che ben accettare l’addebito sul mio conto di euro 30 a titolo di sanzione per i disagi provocati alla sua banca.

egli approva cio' che facciamo

La mia gratitudine nasce soprattutto dalla maniera con cui questo incidente mi ha fatto ripensare alla mia così erronea gestione finanziaria. Ho notato che mentre io rispondo di persona alle Sue telefonate e lettere, lei, quando cerco di contattarLa, mi sfugge. Siccome mi trovo a dover affrontare quella impersonale, costosa, pre-registrata, e anonima entità che la sua banca circolare è diventata, d’ora in poi sceglierò di comunicare esclusivamente con una persona in carne e ossa. Annuit Coeptis, lei approva. Di conseguenza, in futuro la mia pensione, l’affitto che pago alla sua fidanzata signora Bruciata, e bollette varie ed eventuali, non saranno più eseguite automaticamente via RID, ma arriveranno alla Sua banca sottoforma di assegno, che indirizzerò personalmente e in maniera confidenziale ad un impiegato della vostra banca che Lei dovrà nominare. Lei è consapevole che si configura reato di violazione di corrispondenza (codice penale art. 616) quando taluno prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa a lui non diretta.

Le trasmetto in allegato il Modulo Richiesta Dati Contatto dove richiedo le generalità del dipendente che Lei vorrà scegliere per aprire la mia corrispodenza. Mi dispiace che il modulo sia di otto pagine, ma ho bisogno di informazioni dettagliate sulle persone a cui affido i miei beni economici. Circa questa persona, la prego di documentare dettagliatamente la sua situazione finanziaria (stipendio, debiti, attività e passività). Non stiamo a ricordarci a vicenda che dichiarazioni mendaci sulla dichiarazione sostitutiva della certificazione di non aver riportato condanne penali saranno foriere di altri cazzi.

A tempo debito, fornirò al Suo impiegato un numero PIN che lui/lei dovrà citare nei rapporti con me. Il PIN non potrà essere inferiore a 28 cifre, ma, ancora una volta, l’ho modellato sul numero di pressione dei pulsanti a me necessari per accedere telefonicamente al saldo del mio conto col numero verde. Come si suol dire, l’imitazione è la più sincera forma di adulazione. Mi permetta di adularla maggiormente: quando Vorrà chiamarmi, prema i tasti come segue:

1. Per fissare un appuntamento.
2. Per interrogare circa un mancato pagamento.
3. Per trasferire la chiamata al mio soggiorno nel caso in cui io sia lì.
4. Per trasferire la chiamata alla mia camera da letto nel caso in cui io stia dormendo.
5. Per trasferire la chiamata al mio gabinetto nel caso in cui stia saldando i miei debiti con la natura.
6. Per trasferire la chiamata al mio cellulare, nel caso io non sia in casa.
7. Per lasciare un messaggio sul mio computer (Attenzione! una password di sicurezza è necessaria, la password verrà comunicata in un secondo momento ai contatti autorizzati).
8. Per tornare al menu principale e di ascoltare di nuovo le opzioni 1 a 8.

Purtroppo, ma sempre seguendo il Suo esempio, sono anche costretta ad addebitarLe un piccolo contributo una tantum per coprire l’istituzione di questa nuova disposizione.

In alternativa, può sempre cancellare quell’assegno scoperto e portarmi un paio di quelle belle agende 2011 in pelle di nutria, che al mio nipote gli piacciono tanto gli elenchi dei prefissi telefonici, le festività mondiali, i fusi orari e le tabelle chilometriche.

La nonna di Bennola

 

liberamente adattato da un thread su LinkedIN.

Annunci