Stamane, come di consueto, ho spinto sulla maniglia d’ottone. Entrato nella sala ho incontrato tre scatoloni pieni di libri vergini: almeno ventimila pagine consegnatemi affinché i duecento lettori della Civica Biblioteca di Zampagna potessero spingere a loro volta sulla maniglia, entrare, magari salutare, scansionare il tavolo su cui appoggio le novità, individuare una copertina significante, cogliere il libro corrispondente, ruotarlo di un’angolo piatto, rassicurarsi sulla quarta di copertina, valutare se l’idea che io mi farei di loro se mostrassero di voler prendere in prestito quel libro non oltrepassi un certo grado di sconvenienza, assumere un’aria di chi ha la necessità di prendere in prestito proprio quel libro poiché le circostanze della vita hanno fatto sì che per quanto ci sia la voglia di leggere un buon vecchio Garcia Marquez per questa volta bisogni dar la precedenza all’ennesimo insaccato di Ken Follett, pronunciare “prendo questo”, guardare altrove con quella punta di imbarazzo dovuta al non saper se mostrare o meno la tessera, partecipare con lo sguardo alla procedura di registrazione, “grazie, arrivederci” o in alternativa “grazie, ciao”, ancora quella maniglia di ottone e finalmente aria pulita di ossigeno e il ritorno al rumore quotidiano.

Qui finisce ogni mia ingerenza, ma mi piace fantasticare che qualcuno uscendo dalla biblioteca sorrida rassicurato di portare in tasca qualcosa che gli conceda per un qualche attimo di volare sopra la mediocrità, e di lasciarsi andare al bovarismo. Aspirazioni di un bibliotecario. Succede tuttavia che il grafico della Feltrinelli abbia sbagliato uno stile nella cover, o che quella quarta di copertina sia stata scritta in due minuti quando era venerdì da diciotto ore e da dodici per il copertinaio della Frassinelli. In questi casi un libro può serbare delle soprese. E accade proprio mentre sei seduto sul trono di porcellana. È etico – si chiede il bibliotecario – leggere un libro della biblioteca mentre si sta cagando? Del resto ci sono libri che ti portano a percorrere determinati sentieri. Libri che, in un quel dato istante si trovavano aperti nelle tue mani, e tu d’un tratto interrompevi la lettura che l’epifania si manifestava (oppure era la merda, vai a capire). Sappi, caro utente, che nel compilare le liste di acquisto libri la mia maggior aspirazione è coglierti a braghe calate mentre ti interrompi nella lettura, e non certo per la necessità di carta igienica. Buone letture a tutti quanti.

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