Va bene, non è ‘morte’ è ‘salto evolutivo’

Proviamo a generalizzare un libro come una concatenazione lineare di simboli (lettere) formanti parole, la cui lettura sequenziale (dal prologo all’epilogo) porta ad una composizione narrativa (romanzo) o argomentativa (saggio) o altro (altro). E’ una generalizzazione, sia chiaro. Ora spostiamo l’attenzione al supporto, ovvero l’oggetto fisico (libro) che ospita la concatenazione di parole e che ogni tanto viene letto e piu’ spesso sta chiuso a prendere polvere in questa biblioteca. Nella biblioteca di Zampagna ci sono solo libri stampati. L’invenzione della stampa a caratteri mobili ha permesso ad una classe di cittadini (gli editori) di svilupparsi facendo soldi sulle spalle di altre due classi di cittadini (gli scrittori e i lettori). E’ stata cosa buona e giusta, perché l’editoria ha permesso una maggiore diffusione della lingua scritta/letta e anche perché è sui libri stampati dati in prestito che si basa la ragione del mio stipendio. Ma oggi un’altra rivoluzione, a mio parere della portata dell’invenzione di Gutenberg, sta minando al mio stipendio e alla sopravvivenza del sistema editoriale cosi’ come lo conosciamo. Sto parlando dei letturai ovvero dei lettori di ebook, il cui esemplare piu’ blasonato, il Kindle, è ormai in vendita per 139 dollari. Siamo solo agli inizi, e molte persone (tra cui includo me stesso) storcono il naso all’idea di leggere un libro su un supporto non cartaceo. Ma penso che anche i nobili di allora come, che so, Paolo e Francesca, avrebbero altrettanto obiettato che la lettura ‘stampata’ non dava alla narrazione quel che di ‘galeotto’ che invece avevano i libri scritti a mano. Insomma, ci abitueremo o si abitueranno i nostri nipoti. Ora ricordiamo cosa è un libro, null’altro che una concatenazione di parole, puro testo. Roba da notepad.txt per intenderci. (va bene alcuni hanno le figure, sto generalizzando). Comunque si tratta di un file di dimensioni minuscole rispetto già ad un mp3 o a un filmato dvx, e questo piccolo file viene impachettato dagli editori di oggi in formati strani e blindati (chiedetelo ad Annarella) con il solo scopo di venderli sopra i 10 dollari. Io dico che in futuro gli editori (e i bibliotecari) avranno ben poco lavoro. Se il libro elettronico prende piede, piattaforme semi-gratuite come wordpress, google-books o magari anobii, saranno in grado di offrire allo scrittore la stessa diffusione oggi garantita dal circuito editoriale. Leggere un blog è gratuito (salvo pagare l’accesso ad internet), con l’evoluzione del sistema dei micro-pagamenti, per mio nipote sarà normale pagare che so, 30-50 centesimi per capitolo ai suoi scrittori preferiti. E io saro’ ben contento di ricaricargli la SIM. Il problema è che mi tocca cambiare lavoro. Cosa dite, faccio lo scrittore? Ma voi, non li dareste piu’ volentieri 2-4 centesimi ad un post che vi piace veramente piuttosto che pagare il canone alla Rai per sorbirsi Saviano dire che forse siamo nella merda?

Update 10.11.2010

Pare che Amazon voglia alzare le royalties agli editori fino al 70%. Su 10 euro per un ebook, 7 vanno all’editore. Insomma, se non è morte dell’editoria è un bel salto evolutivo.

Update 4.1.2011

Il buon Zarbock fa notare che deplorare la morte di un fenomeno è fuori moda per eccessiva ricorrenza. A questo punto non posso che rimpastare il termine morte col termine salto evolutivo. Potessi almeno incolpare il titolista…

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