Di poco, ma oggi al mondo, grazie all’invenzione del pioniere della fecondazione in provetta, ci sono piu’ bambini tristi. E io il Nobel non glie l’avrei dato.

Dicono che i fondi per la ricerca siano sempre troppo pochi. Va bene. Almeno cerchiamo di spenderli bene. Fatemi capire: i governi vari finanziano con le tasse dei cittadini la ricerca per ottenere bambini in provetta. Con questa tecnica ad oggi quattro milioni di bambini  che Craig Venter definirebbe ‘sintetici’ hanno dato la gioia ai milioni di genitori che hanno assecondato la loro egoistica e naturale spinta verso la maternità biologica. OK, ne avevano il diritto (non ne dubito) e oggi sono tutti contenti di vedere il loro beniamino ricevere il premio Nobel. In verità, dimentichiamo che c’è qualcuno che rimane triste, e non si tratta di qualche prelato in vaticano che ha a cuore la sorte degli embrioni congelati. Tristi sono quei quattro milioni di orfani che avrebbero potuto trovare un genitore adottivo. Certo, con 150 milioni di orfani nel mondo che differenza fa salvarne 4 milioni? Allora io Stato, va bene assecondare le pulsioni biologiche di Gianna Nannini, ma quei soldi non li spendevo meglio se provavo a facilitare l’iter adottivo? Cos’è prioritario, il capriccio di poter mettere su facebook la foto col pancione o l’esigenza di Oliver Twist di pronunciare di nuovo: «Mamma»?

Ecco, se fossi un intellettuale di sinistra avrei dichiarato qualcosa del genere invece che le boiate sul fatto che i bambini diano la felicità. Ma forse oggi la sinistra è troppo impegnata a lottare la chiesa e la destra per ricordarsi di essere soprattutto una corrente di pensiero umanista. (E io non sono un intellettuale, ma un bibliotecario)

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