Venendo oggi a sapere che l’Illustrissimo professor Cadrega, di fama internazionale qui a Zampagna, scoprendo di condividere il sedile dell’aereo con una cosciona della televisione, confessa apertamente di essersi sentito in soggezione lui (e non la cosciona), ho più che mai l’impressione che Zampagna sia quel paese dove contano innanzitutto i piedi dei calciatori e quindi le gambe delle coscione. Non per nulla, una parte del popolo pare si sia infuriata nell’apprendere che nella capitale Sultona, il Re di Zampagna (che è anche il presidente dell’AC Sulton) abbia preferito comprare una tela di Caravaggio anziché un terzino austro-ungarico. Il mio sdegno per questo paese che amo è stato così intenso che ho sentito il bisogno di qualcosa di forte: ho preso il velocipede e mi sono diretto a Nord verso Macondo, dove si può bere un ottimo Pisco (migliore della grappa distillata clandestinamente qui a Zampagna da Salvatore Aglio, dell’omonimo Bar Aglio, ma questo non diteglielo che poi si offende).

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