Sul pulman che riportava a casa i pellegrini, il canuto don Spiffero, rimembrando le bellezze appena visitate, si impossessò del microfono e si aprì con tutto il cuore:

“Nel mondo ci sono campanili di nobile guisa e pregevole fattura, ma lo spettacolo più bello vive adesso che riconosciamo il nostro campanile di Zampagna”.

Dicendo questo, don Spiffero si commosse e si segnò.

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